Capitale Europea della Cultura 2010: Pécs

Pécs

Pécs

Ogni anno, da quindici anni a questa parte, l’Unione sceglie tre città appartenenti al nostro continente che, per valore storico e culturale, è riuscita maggiormente a sottolineare la sua importanza.Tante città differenti che descrivono, in realtà, quanto siamo tutti uguali.

Quest’anno le tre città sono Essen (Germania), Istanbul (Turchia) e . Siccome vi ho già parlato di ciò che è in programma nelle prime due, oggi mi soffermerò sulla terza, l’ungherese Pécs. Qui è stata ristrutturata tutta quell’area che un tempo era occupata dalle industrie manifatturiere, principale attività economica del Paese, ovvero la zona di Zsolnay in cui negli oltre 20mila mq dello stabilimento si darà un ampio spazio alle arti contemporanee: laboratori creativi, un parco museo in cui viene commemorato il passato industriale di Pécs, alberghi di lusso ed attrazioni varie andranno a formare il primo vero polo turistico della città.

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Essen 2010: verde e cultura

Industrie Novecento

Industrie Novecento

Una delle tre capitali della cultura per il 2010 è oltre ad (di cui ho già parlato) è .

Questa è una cittadina tedesca situata nel bacino della Ruhr, conosciuto per essere stato una zona ricca di risorse naturali e di miniere e, proprio per questo, contesa tra Francia e Germania.

Oggi la città ha lasciato acciaio e si è trasformata in una metropoli dove due sono le parole chiave: verde e cultura.

Il gasometro di Oberhausen ed il complesso minerario Zollverein sono diventati oggi patrimonio UNESCO, diventando veri e propri di espressione artistica: i 120 metri in altezza del gasometro sono, infatti, diventati un insolito palcoscenico per e concerti, mentrela miniera, con la sua architettura industriale del Novecento, è una delle 52 attrazioni del “percorso di archeologia industriale”.

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Istanbul capitale europea della cultura 2010

Logo Istanbul 2010

Logo Istanbul 2010

Istanbul è una delle tre città europee scelte per essere le capitali della cultura 2010. L’iniziativa, volta alla sua venticinquesa edizione, fu lanciata nel 1985 dal Ministro greco della cultura Melina Mercuri al fine di promuovere e valorizzare le culture, le uguaglianze ma anche le diversità europee.

Per la seconda volta nella , dopo la norvegese Stavanger, un Paese non UE, sarà così eletta a capitale europea: una città che è un ponte tra Europa ed Asia ed in cui persone di razze, culture e religioni differenti convivono, andando così a porre le basi di una natura cosmopolita così difficile da trovare altrove.

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Italia: turismo culturale in calo

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Dopo gli ottimi risultati ottenuti fra il 2001 e il 2006, il in Italia ha subito per la prima volta una inversione di rotta.Sono infatti calate le prenotazioni alberghiere del 12,6% a (nella foto), del 4,3% a , del 10,2% a . A rivelarlo è stato il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. “A ciò si aggiunge la deludente classifica dei più visitati al mondo – ha aggiunto – dove il primo museo italiano è quello degli Uffizi di piazzato solo al 21° posto”.

Inaugurata a Roma la mostra “I Sabini popolo d’Italia, dalla storia al mito”

roma
E’ stata inaugurata presso il complesso del Vittoriano a , la mostra “I Sabini popolo d’. Dalla storia al mito” che rimarrà aperta fino al 26 aprile 2009. Una mostra di carattere storico, artistico e archeologico che vuole raccontare le vicende dell’antico popolo dei Sabini e il loro mito attraverso i secoli. La mostra è divisa in quattro sezioni: I Sabini popolo d’, I Sabini nell’antichità, Il Mito nell’Arte, Il Ratto delle Sabine dalla letteratura al cinema. Alla presentazione sono intervenuti Maria Carla Spadoni, docente di Epigrafia latina presso l’Università di Perugia, Giovanna Alvino, funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del , Maria Grazia Bernardini, funzionario della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico, Alessandro Cosma, storico dell’arte, Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti e Giuseppe Rinaldi, assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rieti. Coordinatore generale della mostra è Alessandro Nicosia. “La mostra che si apre al Vittoriano – dichiara Fabio Melilli – presenta al grande pubblico i Sabini, un popolo affascinante e misterioso, insediatosi quasi tremila anni fa nel territorio che oggi comprende gran parte della provincia di Rieti. Si tratta di una popolazione di raffinata cultura che in questa esposizione viene riscoperta attraverso eccezionali e preziosi reperti conservati in buona parte nei nostri musei. L’impegno che la Provincia ha voluto assumersi con questa mostra è quello di portare a , ai suoi turisti e agli stessi romani, un importante momento di riflessione sulla storia e sul mito legato alle stesse origini della Capitale”. L’ingresso alla mostra è libero e gratuito.

Sono i tedeschi il popolo più “turistico”

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Il 2008 ha confermato i tedeschi come “numeri Uno” del turismo all’estero. Ad affermarlo è stata la Federazione Tedesca del turismo, che si dice ottimista anche per l’anno in corso, alla vigilia dell’apertura del salone del settore, l’Itb (Internationale Tourismus Boerse), la Fiera internazionale del turismo di Berlino, la più importante fiera di settore a livello internazionale. Un pò di numeri? I tedeschi hanno speso circa 85 miliardi di dollari (66,44 miliardi di euro) all’estero nel 2008, cioè 7 miliardi in più dell’anno precedente, un vero e proprio record. Che i tedeschi amino viaggiare del resto è una cosa oramai risaputa in tutto il mondo e anche qui in Italia, basti ricordare i milioni di tedeschi che ogni anno scelgono il nostro Paese come meta dei loro . E infatti le destinazioni più amate dai tedeschi restano la Spagna (con circa 10 milioni di turisti tedeschi nel 2008), l’Italia e l’Austria. Ne deriva anche la quarantacinquesima edizione dell’Itb (nella foto), di scena dall’11 al 15 marzo, ha fatto il pienone, con circa 11.100 espositori che rappresentano 187 paesi. E non a caso, più di tre quarti degli espositori vengono dall’estero, a testimonianza di come i tedeschi amino viaggiare fuori dai confini nazionali. Per la prima volta quest’anno tra i paesi ospitati alla fiera ci sarà il Kosovo, mentre si punterà molto sul turismo culturale, con particolare attenzione alla Ruhr, ex bacino industriale dove molti siti sono stati riconvertiti in centri culturali e che sarà capitale culturale nel 2010.

Primo rapporto sul Turismo Sociale

ponte vecchio
Il turismo sociale in vale oltre un miliardo di euro di fatturato, per un totale di un milione e quattrocentomila nel 2008. Si tratta dei viaggi organizzati dai Cral aziendali, Dopolavori, parrocchie e organizzazioni religiose, dalle scuole, dai circoli culturali e sportivi e dai comuni. A rivelarlo è stato il primo Rapporto sul Turismo Sociale, curato dall’ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e presentato a Viterbo, nel corso della IX edizione della Borsa Internazionale del Turismo Sociale e Associato. Il turismo sociale, com’è noto, è quello che favorisce l’incontro e la socializzazione ed è costituito da quell’insieme di attività turistiche capaci di rispondere ad un diffuso bisogno di relazionalità. Si tratta di uno studio assolutamente nuovo e approfondito sul vasto mondo dei viaggi e delle cosidette “sociali”. Lo studio è stato effettuato attraverso interviste telefoniche su 5.000 operatori del ricettivo e il campionamento è stato suddiviso in tre stadi: geografico (regioni e province) – tipologia di struttura ricettiva – prodotti turistico. A scegliere la vacanza con i Cral sono soprattutto fasce sociali medio-alte e la spinta è data dalla convenienza economica delle proposte. Anche gli italiani della terza età sono un importante segmento per la domanda , rappresentando il 23% della popolazione (oltre 11 milioni). Nel 2008, 261 mila ultra sessantacinquenni hanno prenotato tramite i CRAL (29,4%). Altro aspetto interessante è che in le parrocchie e le organizzazioni religiose scelgono il e l’Umbria, i CRAL aziendali la , la Sardegna e la Liguria, i circoli culturali l’Emilia Romagna, la Puglia e la , i circoli sportivi la Calabria, , Marche, Puglia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, le scuole la , il Trentino Alto Adige e il Piemonte.

Festa della Donna in B&B

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Con lo slogan “La Donna nell’Arte” il MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) celebra, per il terzo anno consecutivo, la Festa della Donna con un fitto programma di , concerti, laboratori, incontri, dibattiti, spettacoli, proiezioni legate da un unico tema: l’arte al femminile nello spazio e nel tempo. Inoltre, l’8 marzo il MiBAC offrirà a tutte le donne l’ingresso gratuito nei d’arte statali: , monumenti, archivi, biblioteche, siti archeologici. Il programma delle iniziative per ogni regione italiana è consultabile sul sito www.beniculturali.it. La Festa delle Donna, oramai da anni, è molto attesa dal gentil , con molte donne che ne approfittano per rivendicare i propri diritti ma anche per trascorrere un pò di tempo da sole. Quest’anno c’è l’occasione di far coincidere la Festa con il B&B Day (www.bbday.it), che si svolgerà proprio a cavallo della Festa della Donna (con la possibilità di prenotare per due o più notti nel weekend del 7-8 marzo e dormire una notte gratis in migliaia di B&B in italiani del circuito www.bed-and-breakfast.it).

Riparte “Sabato on wine”

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Riprendono le iniziative del Movimento , con la qualità delle aziende associate pronte come sempre ad accogliere i quasi 6 milioni di enoturisti che si muovono nel nostro Paese alla ricerca di luoghi e territori ricchi di tradizione e legata all’amore per la terra e per il buon vino. Ricomincia sabto prossimo, 28 febbraio, l’iniziativa Sabato On Wine, nata lo scorso maggio, che accompagnerà gli appassionati alla scoperta delle cantine socie del Movimento . Un’occasione davvero preziosa per gli amanti del per spostarsi in massa alla scoperta delle cantine e dei vini di numerose regioni italiane.
Per tutte le informazioni basta collegarsi al sito www.movimentoturismovino.it

EVENTI. A Forlì aperta la stupenda mostra sul Canova

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Ha aperto i battenti domenica 25 gennaio a Forlì, presso i San Domenico, la grande mostra “Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura”, che restera nella cittadina romagnola fino al 21 giugno. Dopo Roma, Milano e Possagno arriva a Forlì una delle migliori e più complete mostre mai realizzate sul Canova, che consente di ammirare capolavori unici dell’artista veneto, fra i più grandi di tutti i tempi. La mostra, curata da Antonio Paolucci, Fernando Mazzocca e Sergéj Androsov e con l’allestimento di Wilmotte e Alessandro Lucchi, è promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. A Forlì si possono ammirare addirittura 160 opere del Canova, ma l’attività dell’artista viene studiata a fondo mettendo a confronto le sue opere (marmi, gessi, bassorilievi, bozzetti, dipinti e disegni), oltre che con i modelli antichi cui si è ispirato, anche con i dipinti di artisti a lui contemporanei con i quali si è confrontato. La mostra spazia dunque tra scultura e pittura. E Forlì non è certo stata scelta a caso, dato che per la cittadina romagnola Canova creò tre capolavori. Innanzitutto una versione di Ebe, una delle sue opere più popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini. A precedere Ebe, nel 1814, fu la Danzatrice col dito al mento, destinata al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario in un atroce fatto di sangue, il cui mistero rimane ancora insoluto. La vicenda verrà sublimata dallo stesso Canova nella bellissima Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità. Queste e altre opere del “moderno Fidia” (come ad esempio i due Pugilatori dei Vaticani, la Venere Italica di Palazzo Pitti, la Maddalena) potranno essere ammirate fino al 21 giugno nei San Domenico, per celebrare la grandezza di Canova, già in vita celebrato come il più grande scultore di tutti i tempi per avere riportato nel mondo la perfezione della scultura greca.
Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura
FORLÌ. San Domenico
dal 25 gennaio al 21 giugno 2009

Orario di visita
Da martedì a venerdì: 9,30 – 19,00
Sabato, domenica, giorni festivi, 13 aprile, 1 giugno: 9,30 – 20,00
La biglietteria chiude un’ora prima.
Lunedì chiuso
Biglietti
Intero € 9
Ridotto € 6 per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari e residenti nella provincia di Forlì-Cesena.
Speciale € 4 per scolaresche (scuole primarie e secondarie).
Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abile e relativo accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.
PER INFORMAZIONI
Mostra: tel. 199 199 111
Riservato gruppi e scuole (incluso visite e laboratori didattici):
tel. 02 43 35 35 25 – servizi@civita.it
Segreteria tecnico organizzativa della mostra
tel. 0543-1912030/031/032
e-mail eventi@fondazionecariforli.it
Alberghi e ospitalità
turismo@confcommercio.fo.it
tel. 0543 37 80 75/68 – cell. 333 48 23 574
Sito Ufficiale
www.mostracanova.eu
Ufficio Stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net